Cosa è l’esperienza dell’arte
Oggi come un mantra in un corso di formazione sento ripetere la frase: “l’esperienza dell’arte”. Il concetto di esperienza implica il coinvolgimento di uno o più sensi che sollecitati provocano un’emozione. E’ indubbio che in una società iper stimolante come la nostra dover competere con tutti gli altri stimoli per l’artista sia una sfida a dir poco impegnativa. Eppure a mio avviso, per assurdo, come un ossimoro, ciò che disorienta completamente l’uomo contemporaneo sempre sommerso di rumori è il silenzio. Un silenzio che non deve essere solo esterno ma soprattutto interno. Un vuoto che una volta conquistato può divenire finalmente un pieno. Solo raggiunto questo obiettivo si ha poi la possibilità di accogliere e fare nostri gli stimoli dell’arte. Sono più di vent’anni che vivo senza televisione e tutti i rumori forti: lo spazzino che nella raccolta del vetro fa scivolare bottiglie e bicchieri rotti nel camioncino, un urlo, il rumore e il vociare di una classe mi feriscono l’orecchio oltre che la mente. Alle volte mi sento l’unica ad avere l’esigenza del silenzio. Questo viene infatti odiato dai più e riempito in mille modi diversi: la televisione, il cellulare con la musica, il rumore delle macchine, tutto, pur di non sentirci soli. Eppure se manca il momento del reincontrarsi con noi stessi, sale un rumore di fondo che si fa sempre più forte fino a far sparire tutto il resto. E’ la voce della nostra anima che se trascurata si ribella. E allora urgentemente dobbiamo cercare un’oasi dove rigenerarci.
Per la nostra società occidentale il luogo del silenzio per eccellenza è la chiesa. Spazio in cui l’uomo si immerge per ritrovare se stesso ed entrare in contatto con il suo vero io. Allora e solo allora una vetrata colorata, una tela o una statua di qualche santo riescono a toccarci e a rendere la nostra anima migliore.
Nuove chiese del presente sono i musei o le biblioteche, centri del sapere e del potere che ci mostrano senza filtri cosa siamo stati e cosa alle volte siamo stati capaci di distruggere. In fondo l’esperienza dell’arte è proprio questo: farci incontrare con noi stessi e il nostro essere umani per poter ritornare nel mondo più consapevoli e più equilibrati.


