Arti al Sud,  Artisti e movimenti

Arnaldo Pomodoro a Bari

L’immobilità a cui ci ha costretto la pandemia in atto ci ha limitati nelle nostre scorribande culturali, facendoci sognare il momento in cui tutti potremo ritornare nei nostri adorati musei e soffrire della sindrome di Stendhal circondati dalla bellezza. Ma come mi ripetono da quando sono entrata nel mondo degli “adulti”, ormai troppo tempo fa, ogni ostacolo è in realtà un’occasione da non perdere. Cercando quindi di ritrovare un pò di quell’entusiasmo che ho perso con l’arrivo del Covid sono andata con gli amici, munita di mascherina e sempre all’aperto, alla scoperta dei tesori del mio territorio facendo spesso scoperte inattese.

Tradizionalmente la città di Bari è vocata al commercio, la sua posizione, “porta d’Oriente”, ne fa infatti un ottimo punto logistico per gli scambi via mare con i nostri vicini orientali. Sono quindi rimasta piacevolmente sorpresa a trovare a Bari un’opera di uno dei più grandi scultori del novecento: Arnaldo Pomodoro. Dopo Mosca, Birsbane, Los Angeles e Dublino anche Bari ha l’onore di ospitare un’opera del grande artista presso il Palazzo del Consiglio regionale.

L’opera “Disco in forma di rosa del deserto” è stata lì posizionata perchè nei desideri dei consiglieri regionali doveva essere un segmento “delle numerose iniziative espositive che avrebbero animato con mostre d’arte contemporanea e allestimenti l’enorme agorà, lo spazio chiuso sottostante l’aula del Consiglio regionale”. La scultura doveva restare in origine solo un’anno nel territorio barese e già da luglio scorso doveva essere stata portata via. Probabilmente tra le innumerevoli emergenze date dalla pandemia in atto non è stato possibile spostarla da questa sede e chi ne avesse la possibilità può ancora andarla a vedere in tutta la sua imponenza.

Arnaldo Pomodoro. Disco a forma di rosa del deserto. Ph Pino Marzulli

L’opera, di dimensioni gigantesche pesa 10 tonnellate ed è alta 4 metri e larga 2,70. “Disco in forma di rosa del deserto” è un’opera che ci illustra pienamente la poetica dell’autore: una forma geometrica essenziale che si spacca per mostrarci al suo interno un mondo nascosto misterioso. Il disco di bronzo infatti si “rompe” per mostrarci la complessità della vita e delle cose che ad un occhio distratto e superficiale possono sembrare semplici e banali. La forma geometrica principale levigata e risplendente al sole viene spaccata in due mostrandoci all’interno un mondo oscuro in cui però non mancano raggi di sole costituiti da solidi geometrici levigati che si ripetono quasi a formare un linguaggio a noi sconosciuto. Anche lateralmente il disco, quasi incapace di contenere il mondo che contiene si espande fino a rompersi e a mostrarci cosa succede all’interno. Le dimensioni monumentali, così come la lucentezza e brillantezza del disco revocano in noi il sacro, la meraviglia, l’idea di una bellezza e perfezione che però come l’artista stesso ci rivela non è di questo mondo.

Arnaldo Pomodore nasce a Morciano di Romagna nel 1926. Inizia la sua carriera come orafo, per poi passare alla scultura prima in ferro, in legno poi in cemento per arrivare al suo materiale di elezione: il bronzo. E’ il fratello più grande dell’altrettanto noto Giò Pomodoro con cui apre uno studio a Milano e con cui collaborerà per diversi anni. Oltre che scultore Arnaldo Pomodoro è anche orafo, scenografo e grafico.

Bibliografia e sitografia

www.libreriamo.it “Equilibrio, geometrie e complessità nascosta nelle sculture di Arnaldo Pomodoro”

www.arnaldopomdoro.it

Foto

Pino Marzulli

2 commenti

  • Gianfranco

    Bello L’articolo è bella l’iniziativa, pensavo anch’io di suggerire di cercare cose da vedere all’aperto a Napoli a chi peraltro comprensibilmente, si dispera per le chiusure. Un abbraccio!

    • Donastella

      Si pensavo addirirttura di fare un gruppo su fb in cui ognuno potesse mettere angoli nascosti delle nostre città. Siamo così fortunati a vivere in Italia!

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